Salve a tutti,
vedo con piacere che la discussione continua ad arricchirsi di contenuti ed ipotesi, impossibile riprenderli tutti.
Solo Licei o anche Strumento nelle Superiori.
Come sottolineava Mario, anch'io non sarei contrario al fatto che si studi uno strumento in tutte le superiori, ma considero questo altro e soprattutto faccio fatica ad impostare questo discorso nel momento in cui la riforma Gelmini elimina anche la Musica da tutti gli indirizzi di Scuola Superiore. Resta che sul piano teorico le due cose non sono in alternativa.
Quale modello per il Liceo Musicale.
Pietro dice che come CODIM stanno elaborando un impianto che consenta l'inserimento di varie discipline nell'ipotetico corso ad Indirizzo Musicale a cui pensa, quindi aspetto di poter vedere quell'impianto per capire in cosa differisce dal modello elaborato ai tempi della Moratti, per poter esprimere un giudizio.
Resta però che l'obiettivo non può essere quello di dover garantire il mantenimento dei livelli pre-riforma. Il tutto nasce dalla necessità di migliorare il sistema formativo. L'arricchimento della base culturale generale dell'area musicale ha anche questo dichiarato obiettivo ed io da anni affermo che non si tratta di un cambiamento di facciata ma di una profonda revisione imposta dalla necessità di migliorare, e di molto, i livelli in uscita. E' vero che il futuro prevede un ampliamento delle professioni musicali, ma è anche vero che quando l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano fa un bando per cercare un violinista, il posto non viene assegnato perchè nessuno dei candidati risulta idoneo. Quindi non possiamo certo ritenerci soddisfatti degli attuali livelli in uscita.
Quale reclutamento
Rossella faceva notare che pur essendo corretto sul piano teorico tenere fuori la questione, questa poi entra nelle discussione dalla finestra. Cerco quindi di chiarire il mio pensiero. Concordo che la questione sia fortemente intrecciata con il modello di riforma, ma dobbiamo essere chiari e distinguere le discussioni sull'opportunità per il sistema dalle convenienze dell'amministrazione scolastica così come quelle personali.
Se si tratta di evitare che banalmente si cerchi di riciclare eventuale personale in esubero nei Conservatori nei Licei, mi sono già espresso varie volte in proposito e ritengo tale possibilità un dramma. Non possiamo, per correttezza, negare che sarebbe altrettanto scorretto nascondere che il modello non deve neppure essere piegato alle nostre esigenze personali e quindi il mio giudizio non deve partire dalla valutazione della possibilità di poter accedere a quei posti per me.
La questione può essere anche affrontata congiuntamente, del resto se l'impianto è di fatto definito dovremmo essere a quel punto della discussione, ma partendo dal valutare quali dovrebbero essere le competenze ed i titoli di accesso per gli specifici insegnamenti previsti, al fine di garantire un elevato standard qualitativo di quelle discipline.
E' chiaro che invece se si pensa di rimettere in discussione l'impianto non ci si può chiedere chi deve insegnare non si sa cosa.
Mi spiace che Pietro abbia considerato la mia lettera "alquanto confusa". Mi sembra che dagli altri interventi, invece, sia emersa adesione o contrarietà ma non incomprensione.
Europa
Vorrei rassicurare Marco che non sto evitando la sua richiesta di confronto con l'Europa. Il fatto è che, per prima cosa, non ritengo di essere un esperto nel settore e quindi faccio fatica a mettermi nel ruolo di chi dovrebbe delucidare gli altri. Inoltre credo che si tratti di una questione di enorme rilevanza ma esterna a questa discussione in quanto l'esperienza delle SMIM nel nostro Paese ha portato all'inserimento dell'avviamento alla pratica strumentale nell'ambito della struttura scolastica mentre la maggior parte delle esperienze esistenti all'estero si pone sul piano di una rete di strutture (spesso di carattere comunae e/o regionale) che fungono da supporto al sistema formativo scolastico. Qualcosa di simile a quanto temuto da Pietro, cioè. E' però vero che un confronto con il sistema di formazione europeo risulta indispensabile visto che ormai a breve i titoli di studio dovranno avere termini e aspetti comuni.
A presto,
Ciro.
lunedì 15 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
Ma Ciro non concorda...
Ciao Rossella,
a dire il vero io non credo che le posizioni siano molto simili.
Sul piano terorico e delle aspirazioni è facile trovare un punto comune. Il problema nasce nel momento in cui si passa a cercare le modalità con cui si possono realizzare le proposte.
Il documento del Coordinamento era stato stilato nel tentativo di spingere alcuni esponenti politici ad appoggiare la richiesta di dare maggiore diffusione alle SMIM attraverso la possibilità di una loro capillare diffusione sul territorio e, analogamente di muoversi per quel che concerne i Licei Musicali, soppesando ogni parola negli aspetti tecnici (riferimento all'organico provinciale come metro di misura della diffusione).
Il punto che approfondirei ora è proprio cosa intendiamo per "Licei Musicali?" e perchè mentre nel documento si era giunti ad una posizione che avevamo concordato si ritiene ora di dover avere una nuova posizione, qual è la novità?
Direi che meglio di me potrebbe delinearla Pietro, ma io espongo la mia impressione e la mia opinione in proposito.
Partiamo col chiarire il punto di vista dell'analisi. Stiamo parlando della struttura scolastica. Il che vuol dire, programmi, edifici ordinamento didattico ecc... , altro sarebbe se parlassimo per es. di reclutamento del personale (cosa che separerei nettamente nella discussione).
I Licei Musicali non è che possiamo inventarci noi cosa sono, esiste una vasta letteratura in proposito e, al di la delle limature che ogni ministro a dato loro, sono uno degli indirizzi scolastici della scuola superiore in cui l'area di indirizzo è per l'appunto quella musicale.
Se di ciò stiamo parlando, sarà bene tener presente che per fare anche una piccola modifica si tratta di intervenire sulla riforma della scuola superiore non di far emanare una nota o qualcosa di simile.
Detto che è ben difficile capire cosa abbia in mente (ammesso che abbia in mente qualcosa) la nostra cara ministra e che l'apporto alla discussione delle forze politiche e sindacali è decisamente scarso, di fatto la notizia di ieri del rinvio di un anno dell'applicazione per le superiori ci permette quantomeno di affrontare la cosa con un minimo di riflessione (ricordando innanzitutto che nel percorso scolastico generale la musica sembra sia stata tolta totalmente, ne approfitto per invitare tutti a sostenere i relativi documenti di protesta).
Se pensiamo al fatto che l'Indirizzo Liceale a cui si iscrive un alunno possa essere accolto in una struttura di altri istituti superiori, direi che al momento sarà difficile che avvenga diversamente. Si, la dizione corretta dovrebbe essere "coreutico e musicale", troppo spesso lo omettiamo, sottintendendo con ciò che in linea di principio potrebbe trattarsi di un settore scolastico che ha caratteristiche tali da dover richiedere apposite strutture, ma se teniamo conto che in un paio di giorni in questo Paese ci si è dimenticati, come niente fosse, che un alunno è morto in un'aula perchè gli è caduta in testa la scuola e che tutte le scuole non sono a norma è chiaro che questo aspetto rientra tra i sogni, o gli incubi per chi non ne condivide il disegno.
Di fatto quindi l'attivazione dei Licei Musicali al momento si delinea come l'avvio, all'interno degli istituti che intendessero attivarlo, di un corso tra gli altri presenti nella scuola, più o meno con le modalità redatte dalla commissione che si era occupata della loro stesura ai tempi della Moratti. Se di questo stiamo parlando, io non me la sentirei di chiedere di non attivarli e anzi avrei preferito che non ci fosse (solo per questo punto) il rinvio dell'applicazione della riforma e che fosse dato modo agli istituti che intendevano attivarlo di poterlo fare. Chi ha seguito la cosa sa che sono molti gli istituti che si stanno attivando in tal senso e che ci sarebbe stata un'esplosione di richieste molto simile a quanto accaduto per le SMIM nel periodo della sperimentazione.
La mia impressione è che invece la posizione di Pietro non sia questa, altrimente semplicemente non sarebbe necessario ne un nuovo organismo che rappresenti questa istanza ne altro, basterebbe dire che il numero degli aderenti al Coordinamento che sostengono quel documento è aumentato, stamparne copia ed inviarlo a tutti i referenti politici con cui si è in contatto.
A presto,
Ciro.
a dire il vero io non credo che le posizioni siano molto simili.
Sul piano terorico e delle aspirazioni è facile trovare un punto comune. Il problema nasce nel momento in cui si passa a cercare le modalità con cui si possono realizzare le proposte.
Il documento del Coordinamento era stato stilato nel tentativo di spingere alcuni esponenti politici ad appoggiare la richiesta di dare maggiore diffusione alle SMIM attraverso la possibilità di una loro capillare diffusione sul territorio e, analogamente di muoversi per quel che concerne i Licei Musicali, soppesando ogni parola negli aspetti tecnici (riferimento all'organico provinciale come metro di misura della diffusione).
Il punto che approfondirei ora è proprio cosa intendiamo per "Licei Musicali?" e perchè mentre nel documento si era giunti ad una posizione che avevamo concordato si ritiene ora di dover avere una nuova posizione, qual è la novità?
Direi che meglio di me potrebbe delinearla Pietro, ma io espongo la mia impressione e la mia opinione in proposito.
Partiamo col chiarire il punto di vista dell'analisi. Stiamo parlando della struttura scolastica. Il che vuol dire, programmi, edifici ordinamento didattico ecc... , altro sarebbe se parlassimo per es. di reclutamento del personale (cosa che separerei nettamente nella discussione).
I Licei Musicali non è che possiamo inventarci noi cosa sono, esiste una vasta letteratura in proposito e, al di la delle limature che ogni ministro a dato loro, sono uno degli indirizzi scolastici della scuola superiore in cui l'area di indirizzo è per l'appunto quella musicale.
Se di ciò stiamo parlando, sarà bene tener presente che per fare anche una piccola modifica si tratta di intervenire sulla riforma della scuola superiore non di far emanare una nota o qualcosa di simile.
Detto che è ben difficile capire cosa abbia in mente (ammesso che abbia in mente qualcosa) la nostra cara ministra e che l'apporto alla discussione delle forze politiche e sindacali è decisamente scarso, di fatto la notizia di ieri del rinvio di un anno dell'applicazione per le superiori ci permette quantomeno di affrontare la cosa con un minimo di riflessione (ricordando innanzitutto che nel percorso scolastico generale la musica sembra sia stata tolta totalmente, ne approfitto per invitare tutti a sostenere i relativi documenti di protesta).
Se pensiamo al fatto che l'Indirizzo Liceale a cui si iscrive un alunno possa essere accolto in una struttura di altri istituti superiori, direi che al momento sarà difficile che avvenga diversamente. Si, la dizione corretta dovrebbe essere "coreutico e musicale", troppo spesso lo omettiamo, sottintendendo con ciò che in linea di principio potrebbe trattarsi di un settore scolastico che ha caratteristiche tali da dover richiedere apposite strutture, ma se teniamo conto che in un paio di giorni in questo Paese ci si è dimenticati, come niente fosse, che un alunno è morto in un'aula perchè gli è caduta in testa la scuola e che tutte le scuole non sono a norma è chiaro che questo aspetto rientra tra i sogni, o gli incubi per chi non ne condivide il disegno.
Di fatto quindi l'attivazione dei Licei Musicali al momento si delinea come l'avvio, all'interno degli istituti che intendessero attivarlo, di un corso tra gli altri presenti nella scuola, più o meno con le modalità redatte dalla commissione che si era occupata della loro stesura ai tempi della Moratti. Se di questo stiamo parlando, io non me la sentirei di chiedere di non attivarli e anzi avrei preferito che non ci fosse (solo per questo punto) il rinvio dell'applicazione della riforma e che fosse dato modo agli istituti che intendevano attivarlo di poterlo fare. Chi ha seguito la cosa sa che sono molti gli istituti che si stanno attivando in tal senso e che ci sarebbe stata un'esplosione di richieste molto simile a quanto accaduto per le SMIM nel periodo della sperimentazione.
La mia impressione è che invece la posizione di Pietro non sia questa, altrimente semplicemente non sarebbe necessario ne un nuovo organismo che rappresenti questa istanza ne altro, basterebbe dire che il numero degli aderenti al Coordinamento che sostengono quel documento è aumentato, stamparne copia ed inviarlo a tutti i referenti politici con cui si è in contatto.
A presto,
Ciro.
giovedì 11 dicembre 2008
Grande Rossella
Grazie Ciro per le varie indicazioni.
Allora, sempre mossa dal mio desiderio di capire rifaccio il punto della
situazione (per come la sto capendo io) ripartendo da una lettura dei
documenti che hai indicato.
Tra l'altro, per molti saranno cose chiare e conosciute già da anni, per
quel che mi riguarda ammetto invece che sto approfondendo la questione solo
ora: non si può essere dei tuttologi e ho dovuto occuparmi d'altro nel
periodo in cui il dibattito era "fervente"...
Avevo peraltro una vaga memoria di questo documento sui licei musicali e del
contributo di Pietro alla questione: evidentemente qualcosa era
effettivamente già passato sulla lista del coordinamento e forse anche su
questa lista.
Comunque l'ho riletto (il documento che hai indicato sul sito del
Coordinamento) e devo dire che l'unica cosa che riesco a dedurne, rispetto
al piccolo paragrafo che si riferisce ai licei musicali, è che la richiesta
di istiuzione di una classe di concorso A078 lascia presupporre
l'inserimento di insegnamenti strumentali nei licei (o istituti superiori)
in generale, che verrebbero in tal modo a definirsi come "licei musicali".
Ho capito giusto o non ho capito niente...?? Stando così le cose, mi sembra
quindi di capire che il modello delle SMIM si riproporrebbe anche negli
studi superiori. Ossia: stante un percorso di studi superiori "x" , si
inserirebbe all'interno di questo (qualunque esso sia) il corso di strumento
(classe di concorso A078). Questo corrisponde infatti a ciò che si legge
anche sul sito del Codim.
Questo comunque è qualcosa che indica soluzioni molto diverse a quelle
previste dalla riforma Moratti che prevedeva, invece, l'istituzione di un
"Liceo Musicale" specifico e che, almeno nella dicitura, appare ripreso
anche dal Decreto Gelmini.
Sono comunque andata a leggermi anche gli atti del Convegno di Rimini a
proposito dei Licei Musicali che riportava il significativo titolo: "Musica
+ Liceo = Liceo Musicale?".
Bene, alla domanda retorica c'è una sola risposta. Di quegli atti ho
trovato particolarmente interessante quello di Paolo Russo
(http://www.siem-online.it/atti/convegni/convegno04/russo.htm) : dalle sue
osservazioni si riesce a immaginare una prospettiva di liceo musicale molto
interessante e che potrebbe davvero costituire la premessa ottimale per
studi conservatoriali superiori e anche per studi musicologici.
Il rovescio della medaglia dell'istituzione di un liceo musicale specifico è
quello che paventa Pietro, ossia una scuola specialistica (col rischio
effettivo che venga impostata in senso prevalenemtente "tecnicistico") che
relega musica e musicisti nel solito ghetto, sempre più spopolato - (ipotesi
pessimistica con la quale ho comunque già detto di concordare).
D'altronde, ragionando un attimo in termini ideali (dimenticandoci il
desolante scenario scolastico e istituzionale italiano, presente e futuro),
un Liceo Musicale ben realizzato sarebbe un ottimo progetto, effettivamente
adeguato ad una piena attuazione della L 508/99. Così come sarebbe
altrettanto (se non di più) auspicabile il progetto di Licei e Istituti
superiori che potessero contenere al loro interno un "indirizzo musicale",
così come accade oggi nelle nostre SMIM. Questo, effettivamente,
garantirebbe una diffusione di cultura musicale molto più della sola
istituzione di un liceo musicale.
Insomma, non vedo contradditorietà o necessità di esclusività fra i due
progetti.
Vorrei a questo punto invece capire meglio le posizioni del Coordinamento e
anche quelle del Codim (anche se queste ultime appaiono già più chiare).
Certo, poi bisogna fare i conti con la realtà: a chi ci sta proponendo (il
governo) un tozzo di pan secco e un piatto di lenticchie si andrebbe invece
a rivendicare un banchetto imperiale... ma perchè no? Questi sono sempre i
presupposti di qualunque trattativa.
Penso invece che il problema sia avere una maggiore chiarezza al nostro
interno (come docenti del settore musicale) e intendimenti e obiettivi
comuni piuttosto che divisi.
Grazie di nuovo per eventuali (auspicate) risposte
Rossella
Allora, sempre mossa dal mio desiderio di capire rifaccio il punto della
situazione (per come la sto capendo io) ripartendo da una lettura dei
documenti che hai indicato.
Tra l'altro, per molti saranno cose chiare e conosciute già da anni, per
quel che mi riguarda ammetto invece che sto approfondendo la questione solo
ora: non si può essere dei tuttologi e ho dovuto occuparmi d'altro nel
periodo in cui il dibattito era "fervente"...
Avevo peraltro una vaga memoria di questo documento sui licei musicali e del
contributo di Pietro alla questione: evidentemente qualcosa era
effettivamente già passato sulla lista del coordinamento e forse anche su
questa lista.
Comunque l'ho riletto (il documento che hai indicato sul sito del
Coordinamento) e devo dire che l'unica cosa che riesco a dedurne, rispetto
al piccolo paragrafo che si riferisce ai licei musicali, è che la richiesta
di istiuzione di una classe di concorso A078 lascia presupporre
l'inserimento di insegnamenti strumentali nei licei (o istituti superiori)
in generale, che verrebbero in tal modo a definirsi come "licei musicali".
Ho capito giusto o non ho capito niente...?? Stando così le cose, mi sembra
quindi di capire che il modello delle SMIM si riproporrebbe anche negli
studi superiori. Ossia: stante un percorso di studi superiori "x" , si
inserirebbe all'interno di questo (qualunque esso sia) il corso di strumento
(classe di concorso A078). Questo corrisponde infatti a ciò che si legge
anche sul sito del Codim.
Questo comunque è qualcosa che indica soluzioni molto diverse a quelle
previste dalla riforma Moratti che prevedeva, invece, l'istituzione di un
"Liceo Musicale" specifico e che, almeno nella dicitura, appare ripreso
anche dal Decreto Gelmini.
Sono comunque andata a leggermi anche gli atti del Convegno di Rimini a
proposito dei Licei Musicali che riportava il significativo titolo: "Musica
+ Liceo = Liceo Musicale?".
Bene, alla domanda retorica c'è una sola risposta. Di quegli atti ho
trovato particolarmente interessante quello di Paolo Russo
(http://www.siem-online.it/atti/convegni/convegno04/russo.htm) : dalle sue
osservazioni si riesce a immaginare una prospettiva di liceo musicale molto
interessante e che potrebbe davvero costituire la premessa ottimale per
studi conservatoriali superiori e anche per studi musicologici.
Il rovescio della medaglia dell'istituzione di un liceo musicale specifico è
quello che paventa Pietro, ossia una scuola specialistica (col rischio
effettivo che venga impostata in senso prevalenemtente "tecnicistico") che
relega musica e musicisti nel solito ghetto, sempre più spopolato - (ipotesi
pessimistica con la quale ho comunque già detto di concordare).
D'altronde, ragionando un attimo in termini ideali (dimenticandoci il
desolante scenario scolastico e istituzionale italiano, presente e futuro),
un Liceo Musicale ben realizzato sarebbe un ottimo progetto, effettivamente
adeguato ad una piena attuazione della L 508/99. Così come sarebbe
altrettanto (se non di più) auspicabile il progetto di Licei e Istituti
superiori che potessero contenere al loro interno un "indirizzo musicale",
così come accade oggi nelle nostre SMIM. Questo, effettivamente,
garantirebbe una diffusione di cultura musicale molto più della sola
istituzione di un liceo musicale.
Insomma, non vedo contradditorietà o necessità di esclusività fra i due
progetti.
Vorrei a questo punto invece capire meglio le posizioni del Coordinamento e
anche quelle del Codim (anche se queste ultime appaiono già più chiare).
Certo, poi bisogna fare i conti con la realtà: a chi ci sta proponendo (il
governo) un tozzo di pan secco e un piatto di lenticchie si andrebbe invece
a rivendicare un banchetto imperiale... ma perchè no? Questi sono sempre i
presupposti di qualunque trattativa.
Penso invece che il problema sia avere una maggiore chiarezza al nostro
interno (come docenti del settore musicale) e intendimenti e obiettivi
comuni piuttosto che divisi.
Grazie di nuovo per eventuali (auspicate) risposte
Rossella
mercoledì 10 dicembre 2008
Ciro a Rossella e sul CODIM (2 puntata)
Ciao Rossella,
è vero, sarebbero necessari spazi ben più ampi di discussione che purtroppo come prassi sono invece diventati inesistenti.
Nel caso specifico, però, direi che il lavoro era stato fatto e non era rimasto nelle comunicazioni private tra me e Pietro.
Il documento è ancora in rete. Il link, che riporto per comodità di chi volesse dargli un'occhiata è http://www.comusica.altervista.org/documenti/petizione_riordino.pdf (state attenti se va a capo a batterlo intero), è presente nella pagina delle NEWS, solo che bisogna scorrerla un bel po' perchè è inserito tra le proposte per l'a.s. 2006/07 .
In quel periodo il documento fu posto (dopo un approfondito lavoro di stesura a cui Pietro ha partecipato attivamente, direi che la bozza era più sua che mia) all'attenzione di tutti e prima di emanarlo lo avevo segnalato a tutti gli aderenti per chiedere la segnalazione di eventuali punti di contrasto e successivamente fu consegnato ed inviato si formalmente dal sottoscritto che da Pietro alla presidenza della VII Commissione della Camera e ad altri soggetti istituzionali.
Direi che ripartire dalla lettura di quel testo può essere utile.
Per quel che riguarda il possibile avvio dei Licei, ci possono sicuramente essere punti di contrasto e non scommetterei sul fatto che all'ultimo momento non ci siano spiacevoli sorprese, ma la discussione è stata decisamente ampia. Ricordo a naso che sono stati pubblicati gli atti del Convegno di Caserta della Rassegna Nazionale della SMIM del 2005 dedicata a quel tema e che anche un Convegno della SIEM a Rimini fu interamente dedicato al Liceo Musicale (credo che gli atti siano in rete). Non si contano i lavori in proposito anche se è vero che poi un conto è discutere sulle finalità, gli obiettivi, ecc... mentre sulle forme di realizzazione (reclutamento del personale, classi di concorso, ecc... ) tutto è rimasto totalmente nel vago.
A questo punto resta utile discutere sul loro possibile avvio, ma i tempi sono quelli che sono e, vista la scelta di spostare la data delle iscrizioni, l'impressione è che non si possa rimettere in discussione l'impianto complessivo, mentre credo ci siano spazi notevoli per poter influenzare le modalità applicative.
Sia chiaro che nel concreto a tal fine stiamo agendo, utilizzando tutti i contatti che i nostri aderenti ci consentono, così come facemmo con il documento elaborato nel 2006, senza dimenticare che molto si sta facendo anche per scongiurare l'unificazione delle classi di concorso e per proporre modifiche in relazione alle specialità strumentali (ma questo è un lavoro che, per correttezza, faremo tra gli aderenti al Coordinamento).
A presto,
Ciro.
è vero, sarebbero necessari spazi ben più ampi di discussione che purtroppo come prassi sono invece diventati inesistenti.
Nel caso specifico, però, direi che il lavoro era stato fatto e non era rimasto nelle comunicazioni private tra me e Pietro.
Il documento è ancora in rete. Il link, che riporto per comodità di chi volesse dargli un'occhiata è http://www.comusica.altervista.org/documenti/petizione_riordino.pdf (state attenti se va a capo a batterlo intero), è presente nella pagina delle NEWS, solo che bisogna scorrerla un bel po' perchè è inserito tra le proposte per l'a.s. 2006/07 .
In quel periodo il documento fu posto (dopo un approfondito lavoro di stesura a cui Pietro ha partecipato attivamente, direi che la bozza era più sua che mia) all'attenzione di tutti e prima di emanarlo lo avevo segnalato a tutti gli aderenti per chiedere la segnalazione di eventuali punti di contrasto e successivamente fu consegnato ed inviato si formalmente dal sottoscritto che da Pietro alla presidenza della VII Commissione della Camera e ad altri soggetti istituzionali.
Direi che ripartire dalla lettura di quel testo può essere utile.
Per quel che riguarda il possibile avvio dei Licei, ci possono sicuramente essere punti di contrasto e non scommetterei sul fatto che all'ultimo momento non ci siano spiacevoli sorprese, ma la discussione è stata decisamente ampia. Ricordo a naso che sono stati pubblicati gli atti del Convegno di Caserta della Rassegna Nazionale della SMIM del 2005 dedicata a quel tema e che anche un Convegno della SIEM a Rimini fu interamente dedicato al Liceo Musicale (credo che gli atti siano in rete). Non si contano i lavori in proposito anche se è vero che poi un conto è discutere sulle finalità, gli obiettivi, ecc... mentre sulle forme di realizzazione (reclutamento del personale, classi di concorso, ecc... ) tutto è rimasto totalmente nel vago.
A questo punto resta utile discutere sul loro possibile avvio, ma i tempi sono quelli che sono e, vista la scelta di spostare la data delle iscrizioni, l'impressione è che non si possa rimettere in discussione l'impianto complessivo, mentre credo ci siano spazi notevoli per poter influenzare le modalità applicative.
Sia chiaro che nel concreto a tal fine stiamo agendo, utilizzando tutti i contatti che i nostri aderenti ci consentono, così come facemmo con il documento elaborato nel 2006, senza dimenticare che molto si sta facendo anche per scongiurare l'unificazione delle classi di concorso e per proporre modifiche in relazione alle specialità strumentali (ma questo è un lavoro che, per correttezza, faremo tra gli aderenti al Coordinamento).
A presto,
Ciro.
Rossella a Ciro e Pietro
Ciao Ciro e ciao Pietro,
mi rivolgo a entrambi innanzitutto per avere maggori chiarimenti su quanto
sto leggendo sulla lista in questi giorni (creazione del Codim e problema
dell'istituzione del Liceo Musicale) e anche per comunicarvi giusto due mie
considerazioni, così "a caldo" e, verosimilmente, con ancora troppo poche
informazioni.
Mi sembra molto plausibile l'analisi fatta da Ciro circa le motivazioni di
creazione di un nuovo comitato, ma da "esterna" mi riesce ancora più
difficile capire se il punto di divergenza è realmente una questione di
contenuto o cos'altro.
La questione nodale mi sembra quella dei Licei Musicali e su questo vorrei
dire a Pietro che concordo totalmente con la sua analisi e potrei aderire al
Codim proprio per questo. Peraltro ancora non l'ho fatto perchè ho invece
forti perplessità sull'opportunità di creazione di un altro organismo e
concordo perfettamente con Ciro quando dice che una frammentazione porta a
una situazione complessiva (per la "categoria") di maggiore debolezza. (e,
giusto a proposito di "categoria", c'è anche da chiedersi quanto sia
produttivo arroccarsi in organismi rappresentativi solo della nostra
categoria, che oltretutto pone davvero la questione se possa considerarsi
come un'entità unica, viste piuttosto le numeroe frammentazioni e guerre tra
poveri fomentate dal caos normativo... Pertanto le precisazioni di Ciro, in
merito ad una apertura con le altre componenti dei percorsi di studio
musicali, le trovo fondamentali )
A Ciro però vorrei chiedere dove possiamo leggere questo documento sui licei
musicali emerso da un vostro dialogo: sul sito del Coordinamento non mi
sembra che ci sia, ma, se è solo per mia imperizia che non l'ho trovato,
potresti comunque segnalarne il link?
Infine azzardo un'osservazione: probabilmente movimenti di scarsa coesione
derivano anche da una mancanza effettiva di spazi di confronto. La
comunicazione internettiana non è notoriamente sufficiente per crearli. La
questione dei Licei Musicali posta all'attenzione dal Blumetti mi sembra
fondamentale e probabilmente necessiterebbe di uno spazio di riflessione e
confronto anche fra tutti noi. Probabilmente il Coordinamento potrebbe dare
l'impulso per crearne e aumentare la propria "vitalità" anche grazie a ciò
(immagino già Ciro la tua risposta o il tuo pensiero in merito: si fa in
fretta a lanciare idee e proposte, altra cosa è renderle fattive... :-)) Ok,
è vero, ma magari iniziamo a parlarne...).
I convegni, ad esempio, sono momenti importanti ma non sempre esaustivi per
garantire effettivi spazi di confronto per tutti. (Tra l'altro, mi sembra
che il pur bello e nutrito programma del convegno di Roma appena svolto non
toccava, per l'appunto, il problema dei licei musicali).
Situazioni anche meno formali potrebbero invece risultare più utili in tal
senso.
Per ora mi fermo qui.
Grazie per evntuali risposte e cari saluti
Rossella
mi rivolgo a entrambi innanzitutto per avere maggori chiarimenti su quanto
sto leggendo sulla lista in questi giorni (creazione del Codim e problema
dell'istituzione del Liceo Musicale) e anche per comunicarvi giusto due mie
considerazioni, così "a caldo" e, verosimilmente, con ancora troppo poche
informazioni.
Mi sembra molto plausibile l'analisi fatta da Ciro circa le motivazioni di
creazione di un nuovo comitato, ma da "esterna" mi riesce ancora più
difficile capire se il punto di divergenza è realmente una questione di
contenuto o cos'altro.
La questione nodale mi sembra quella dei Licei Musicali e su questo vorrei
dire a Pietro che concordo totalmente con la sua analisi e potrei aderire al
Codim proprio per questo. Peraltro ancora non l'ho fatto perchè ho invece
forti perplessità sull'opportunità di creazione di un altro organismo e
concordo perfettamente con Ciro quando dice che una frammentazione porta a
una situazione complessiva (per la "categoria") di maggiore debolezza. (e,
giusto a proposito di "categoria", c'è anche da chiedersi quanto sia
produttivo arroccarsi in organismi rappresentativi solo della nostra
categoria, che oltretutto pone davvero la questione se possa considerarsi
come un'entità unica, viste piuttosto le numeroe frammentazioni e guerre tra
poveri fomentate dal caos normativo... Pertanto le precisazioni di Ciro, in
merito ad una apertura con le altre componenti dei percorsi di studio
musicali, le trovo fondamentali )
A Ciro però vorrei chiedere dove possiamo leggere questo documento sui licei
musicali emerso da un vostro dialogo: sul sito del Coordinamento non mi
sembra che ci sia, ma, se è solo per mia imperizia che non l'ho trovato,
potresti comunque segnalarne il link?
Infine azzardo un'osservazione: probabilmente movimenti di scarsa coesione
derivano anche da una mancanza effettiva di spazi di confronto. La
comunicazione internettiana non è notoriamente sufficiente per crearli. La
questione dei Licei Musicali posta all'attenzione dal Blumetti mi sembra
fondamentale e probabilmente necessiterebbe di uno spazio di riflessione e
confronto anche fra tutti noi. Probabilmente il Coordinamento potrebbe dare
l'impulso per crearne e aumentare la propria "vitalità" anche grazie a ciò
(immagino già Ciro la tua risposta o il tuo pensiero in merito: si fa in
fretta a lanciare idee e proposte, altra cosa è renderle fattive... :-)) Ok,
è vero, ma magari iniziamo a parlarne...).
I convegni, ad esempio, sono momenti importanti ma non sempre esaustivi per
garantire effettivi spazi di confronto per tutti. (Tra l'altro, mi sembra
che il pur bello e nutrito programma del convegno di Roma appena svolto non
toccava, per l'appunto, il problema dei licei musicali).
Situazioni anche meno formali potrebbero invece risultare più utili in tal
senso.
Per ora mi fermo qui.
Grazie per evntuali risposte e cari saluti
Rossella
Ciro commenta il CODIM (1 puntata)
Salve a tutti,
mi scuso per il ritardo ma, come avevo avuto modo di dire, la settimana
trascorsa è stata fitta di impegni.
Cerco adesso di recuperare, anche se le questioni sono molte e decisamente
complesse.
Per evitare di tediarvi direi che non conviene mettere troppa carne al fuoco
e cercherei di affrontare le questioni singolarmente.
Partirei dall'analizzare l'opportunità o meno di creare un nuovo organismo,
nel caso specifico il CODIM.
Detto che personalmente considero positiva la volontà di impegnarsi, mi
permetto di porre alcune questioni e di fare un appunto iniziale.
L'appunto è che non trovo corretto parlare di un Coordinamento di Ciro
Fiorentino. Il Coordinamento è di oltre 2700 docenti, io sono solo un
referente, e vi garantisco che non si tratta di una forma di falsa modestia.
Il numero di persone che a vari livelli si da da fare ( a cominciari dagli
altri referenti che a livello locale svolgono un ruolo non meno importante e
complesso del mio) è molto maggiore di quello che può apparire. Non tutti
amano le mailing-list e motli preferiscono operare nel loro piccolo, dando
una mano, organizzando iniziative, supportando i colleghi o lavorando in
campo didattico. Stabilire chi lavora di più e chi meno è inutile, ciò che
conta è che l'apporto di molti produce un impegno notevole nel suo
complesso.
A tutti costoro va sempre la mia personale riconoscenza per il lavoro svolto
in questi anni.
Ma veniamo ai dubbi.
E' vero che è un po' contraddittorio affermare che ci si propone come un
supporto del Coordinamento e nello stesso tempo ci si definisce l' "unico
importante organismo rappresentativo di riferimento ...", ma credo che la
frase sia infelice nella formulazione più che nel contenuto.
Ciò che resta ovvio è che se si costituisce un nuovo organismo, le
possibilità sono due:
- si ritiene che ci siano delle esigenze che non trovano una adeguata
rappresentanza (la scelta di caratterizzarsi unicamente per la
rappresentanza dei docenti di strumento, potrebbe essere valida, io ci ho
sempre tenuto a sottolineare che il Coordinamento dell'Orientamento Musicale
pur partendo dal punto di vista delle SMIM intende conciliare le proprie
proposte con l'intero arco delle professinalità musicali)
- se si concorda sulle rivendicazioni, si ritiene non adeguato chi le
rappresenta.
Sia chiaro, non trovo offensiva nessuna delle due possibilità.
Ma è chiaro che è su questo che si deve discutere, scegliendo anche l'ambito
in cui si intende farlo.
Se si è scelto di usare questa mailing-list, di emanare una piattafroma
rivendicativa e di attivare un nuovo organismo è chiaro che si è già
risposto che una delle due deve esserci, altrimenti si sarebbe scelto, come
già avvenuto in passato, di chiedermi non attraverso questa mailing list, ma
tramite i canali del Coordinamento, di elaborare un documento che potesse
essere rappresentativo dell'intero Coordinamento.
Sui temi in questione, tra l'altro, esiste già un documento frutto di mesi
di lavoro che porta la mia firma ma che è stato il prodotto di un intenso
scambio con Pietro.
Ora mi pare di capire, visto che sottolinea di non volere contrastare
l'opera del Coordinamento che ci siano delle valutazioni diverse sui
contenuti.
Forse sarebbe utile ripartire da li, dal documento già elaborato, valutando,
se si ritiene di aver cambiato opinione o che siano intervenuti fatti che ne
richiedono l'aggiornamento, quali modifiche è necessario apportare.
Se invece non si ritiene utile un confronto sui contenuti (per motivi
diversi, ristrettezza di tempi, non voglia di mediare sulle proprie
posizioni, ecc... ) è chiaro che si porta avanti, del tutto legittimamente,
la posizione propria e di quanti ritengono utile appoggiare tale posizione.
Ciò però, inevitabilmente indebolisce le posizioni, in quanto segna una
frattura e quindi ognuno dei due soggetti (Coordinamento e CODIM) finirà per
essere meno rappresentativo per l'entità dell'altro e non viceversa, come si
pensa, che le forze si sommano.
(fine della prima puntata)
A presto,
Ciro.
mi scuso per il ritardo ma, come avevo avuto modo di dire, la settimana
trascorsa è stata fitta di impegni.
Cerco adesso di recuperare, anche se le questioni sono molte e decisamente
complesse.
Per evitare di tediarvi direi che non conviene mettere troppa carne al fuoco
e cercherei di affrontare le questioni singolarmente.
Partirei dall'analizzare l'opportunità o meno di creare un nuovo organismo,
nel caso specifico il CODIM.
Detto che personalmente considero positiva la volontà di impegnarsi, mi
permetto di porre alcune questioni e di fare un appunto iniziale.
L'appunto è che non trovo corretto parlare di un Coordinamento di Ciro
Fiorentino. Il Coordinamento è di oltre 2700 docenti, io sono solo un
referente, e vi garantisco che non si tratta di una forma di falsa modestia.
Il numero di persone che a vari livelli si da da fare ( a cominciari dagli
altri referenti che a livello locale svolgono un ruolo non meno importante e
complesso del mio) è molto maggiore di quello che può apparire. Non tutti
amano le mailing-list e motli preferiscono operare nel loro piccolo, dando
una mano, organizzando iniziative, supportando i colleghi o lavorando in
campo didattico. Stabilire chi lavora di più e chi meno è inutile, ciò che
conta è che l'apporto di molti produce un impegno notevole nel suo
complesso.
A tutti costoro va sempre la mia personale riconoscenza per il lavoro svolto
in questi anni.
Ma veniamo ai dubbi.
E' vero che è un po' contraddittorio affermare che ci si propone come un
supporto del Coordinamento e nello stesso tempo ci si definisce l' "unico
importante organismo rappresentativo di riferimento ...", ma credo che la
frase sia infelice nella formulazione più che nel contenuto.
Ciò che resta ovvio è che se si costituisce un nuovo organismo, le
possibilità sono due:
- si ritiene che ci siano delle esigenze che non trovano una adeguata
rappresentanza (la scelta di caratterizzarsi unicamente per la
rappresentanza dei docenti di strumento, potrebbe essere valida, io ci ho
sempre tenuto a sottolineare che il Coordinamento dell'Orientamento Musicale
pur partendo dal punto di vista delle SMIM intende conciliare le proprie
proposte con l'intero arco delle professinalità musicali)
- se si concorda sulle rivendicazioni, si ritiene non adeguato chi le
rappresenta.
Sia chiaro, non trovo offensiva nessuna delle due possibilità.
Ma è chiaro che è su questo che si deve discutere, scegliendo anche l'ambito
in cui si intende farlo.
Se si è scelto di usare questa mailing-list, di emanare una piattafroma
rivendicativa e di attivare un nuovo organismo è chiaro che si è già
risposto che una delle due deve esserci, altrimenti si sarebbe scelto, come
già avvenuto in passato, di chiedermi non attraverso questa mailing list, ma
tramite i canali del Coordinamento, di elaborare un documento che potesse
essere rappresentativo dell'intero Coordinamento.
Sui temi in questione, tra l'altro, esiste già un documento frutto di mesi
di lavoro che porta la mia firma ma che è stato il prodotto di un intenso
scambio con Pietro.
Ora mi pare di capire, visto che sottolinea di non volere contrastare
l'opera del Coordinamento che ci siano delle valutazioni diverse sui
contenuti.
Forse sarebbe utile ripartire da li, dal documento già elaborato, valutando,
se si ritiene di aver cambiato opinione o che siano intervenuti fatti che ne
richiedono l'aggiornamento, quali modifiche è necessario apportare.
Se invece non si ritiene utile un confronto sui contenuti (per motivi
diversi, ristrettezza di tempi, non voglia di mediare sulle proprie
posizioni, ecc... ) è chiaro che si porta avanti, del tutto legittimamente,
la posizione propria e di quanti ritengono utile appoggiare tale posizione.
Ciò però, inevitabilmente indebolisce le posizioni, in quanto segna una
frattura e quindi ognuno dei due soggetti (Coordinamento e CODIM) finirà per
essere meno rappresentativo per l'entità dell'altro e non viceversa, come si
pensa, che le forze si sommano.
(fine della prima puntata)
A presto,
Ciro.
Nasce il CODIM
Il Comitato dei docenti dell'indirizzo musicale
CODIM
si configura (insieme al Coordinamento istituito da Ciro Fiorentino) quale unico importante organismo rappresentativo di riferimento per tutti i docenti della nostra categoria.
Il CODIM, concentrando proprio a Roma i docenti che l'hanno ideato e costituito, potrà contribuire in modo diretto a svolgere quel fondamentale ruolo di rappresentanza delle nostre istanze professionali che da anni sviluppiamo e portiamo avanti.
Naturalmente il CODIM è anche un punto di incontro per tutti i musicisti e gli operatori del settore Musica, oltre che di qualsiasi cittadino che ritenga non possa esistere un paese civile privo completamente di una vera cultura musicale; in cui nessuno saprà più suonare uno strumento nè leggere un brano musicale; privo di orchestre e con teatri ed auditori sempre più deserti.
Un paese privo di Musica!
Siamo ormai molto vicini a tale desolante realtà.
C'è dunque tantissimo da fare: per prima cosa è indispensabile conferire stabilità e dignità al nostro lavoro ed alla nostra professionalità!
Riteniamo molto urgenti due questioni da risolvere:
una è relativa ai Corsi ad indirizzo musicale nella scuola media; l'altra riguarda i Licei musicali.
In merito ai Corsi ad indirizzo musicale (ancora pochissimi e del tutto facoltativi):
devono invece divenire, in giusta percentuale, obbligatori; perchè in questo paese ci dovrà pure essere qualcuno che conserverà e tramanderà il patrimonio storico ed artistico espresso attraverso la musica; un patrimonio che la nostra Costituzione dispone di tutelare e sviluppare, ma che invece sta sparendo ad una velocità spaventosa; lasciando tutti più poveri.
Basterebbe istituire almeno due corsi obbligatori per distretto scolastico!
Per quanto concerne i Licei musicali, che avrebbero dovuto essere istituti 10 anni fa (quando la L. 508/99 ha trasformato i Conservatori in istituti di livello esclusivamente universitario), questi semplicemente ancora non esistono.
Eppure solo i Licei musicali potranno costituire l'indispensabile anello del percorso di studi musicali che collegherà le scuole medie ad indirizzo musicale con l'eventuale prosecuzione di tali studi nei conservatori ("istituti universitari").
Ma in realtà ancora oggi nessuno capisce cosa i Conservatori siano diventati, avendo in sostanza mantenuto sia il vecchio che il nuovo ordinamento; il caos normativo resta totale: ogni istituto fa quello che vuole (una assurda realtà che sfugge ad ogni logica e che poteva trovarsi solo nell'Italia di oggi).
Cosa però ulteriormente grave è l'idea del ministro Gelmini di voler creare i "Licei musicali e coreutici" quali unici licei in cui si potrà studiare musica (secondo il modello proposto dalla Moratti).
In tale veste il Liceo musicale finirà per sferrare il colpo di grazia agli Studi musicali ed alla cultura del nostro paese; in quanto, all'interno del generale quadro educativo offerto dalla scuola secondaria, si configureranno come istituti "professionali": dei "nuovi vecchi" piccoli conservatori, destinati a chi (a soli 14 anni) avrà deciso di intraprendere da grande la professione del musicista.
È del tutto evidente che in tal modo si tradirà completamente il senso e la ragione profonda della legge 508/99 di riforma dei conservatori; una norma che sembrava cambiare radicalmente il concetto di cultura nel nostro paese (per cui la musica era finalmente riconosciuta come patrimonio di ogni persona e non solo come scienza elitaria o destinata soltanto ai futuri musicisti).
A presto.
Pietro Blumetti. Mario Madonna, Luca Verzulli
CODIM
si configura (insieme al Coordinamento istituito da Ciro Fiorentino) quale unico importante organismo rappresentativo di riferimento per tutti i docenti della nostra categoria.
Il CODIM, concentrando proprio a Roma i docenti che l'hanno ideato e costituito, potrà contribuire in modo diretto a svolgere quel fondamentale ruolo di rappresentanza delle nostre istanze professionali che da anni sviluppiamo e portiamo avanti.
Naturalmente il CODIM è anche un punto di incontro per tutti i musicisti e gli operatori del settore Musica, oltre che di qualsiasi cittadino che ritenga non possa esistere un paese civile privo completamente di una vera cultura musicale; in cui nessuno saprà più suonare uno strumento nè leggere un brano musicale; privo di orchestre e con teatri ed auditori sempre più deserti.
Un paese privo di Musica!
Siamo ormai molto vicini a tale desolante realtà.
C'è dunque tantissimo da fare: per prima cosa è indispensabile conferire stabilità e dignità al nostro lavoro ed alla nostra professionalità!
Riteniamo molto urgenti due questioni da risolvere:
una è relativa ai Corsi ad indirizzo musicale nella scuola media; l'altra riguarda i Licei musicali.
In merito ai Corsi ad indirizzo musicale (ancora pochissimi e del tutto facoltativi):
devono invece divenire, in giusta percentuale, obbligatori; perchè in questo paese ci dovrà pure essere qualcuno che conserverà e tramanderà il patrimonio storico ed artistico espresso attraverso la musica; un patrimonio che la nostra Costituzione dispone di tutelare e sviluppare, ma che invece sta sparendo ad una velocità spaventosa; lasciando tutti più poveri.
Basterebbe istituire almeno due corsi obbligatori per distretto scolastico!
Per quanto concerne i Licei musicali, che avrebbero dovuto essere istituti 10 anni fa (quando la L. 508/99 ha trasformato i Conservatori in istituti di livello esclusivamente universitario), questi semplicemente ancora non esistono.
Eppure solo i Licei musicali potranno costituire l'indispensabile anello del percorso di studi musicali che collegherà le scuole medie ad indirizzo musicale con l'eventuale prosecuzione di tali studi nei conservatori ("istituti universitari").
Ma in realtà ancora oggi nessuno capisce cosa i Conservatori siano diventati, avendo in sostanza mantenuto sia il vecchio che il nuovo ordinamento; il caos normativo resta totale: ogni istituto fa quello che vuole (una assurda realtà che sfugge ad ogni logica e che poteva trovarsi solo nell'Italia di oggi).
Cosa però ulteriormente grave è l'idea del ministro Gelmini di voler creare i "Licei musicali e coreutici" quali unici licei in cui si potrà studiare musica (secondo il modello proposto dalla Moratti).
In tale veste il Liceo musicale finirà per sferrare il colpo di grazia agli Studi musicali ed alla cultura del nostro paese; in quanto, all'interno del generale quadro educativo offerto dalla scuola secondaria, si configureranno come istituti "professionali": dei "nuovi vecchi" piccoli conservatori, destinati a chi (a soli 14 anni) avrà deciso di intraprendere da grande la professione del musicista.
È del tutto evidente che in tal modo si tradirà completamente il senso e la ragione profonda della legge 508/99 di riforma dei conservatori; una norma che sembrava cambiare radicalmente il concetto di cultura nel nostro paese (per cui la musica era finalmente riconosciuta come patrimonio di ogni persona e non solo come scienza elitaria o destinata soltanto ai futuri musicisti).
A presto.
Pietro Blumetti. Mario Madonna, Luca Verzulli
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