mercoledì 10 dicembre 2008

Nasce il CODIM

Il Comitato dei docenti dell'indirizzo musicale
CODIM


si configura (insieme al Coordinamento istituito da Ciro Fiorentino) quale unico importante organismo rappresentativo di riferimento per tutti i docenti della nostra categoria.

Il CODIM, concentrando proprio a Roma i docenti che l'hanno ideato e costituito, potrà contribuire in modo diretto a svolgere quel fondamentale ruolo di rappresentanza delle nostre istanze professionali che da anni sviluppiamo e portiamo avanti.

Naturalmente il CODIM è anche un punto di incontro per tutti i musicisti e gli operatori del settore Musica, oltre che di qualsiasi cittadino che ritenga non possa esistere un paese civile privo completamente di una vera cultura musicale; in cui nessuno saprà più suonare uno strumento nè leggere un brano musicale; privo di orchestre e con teatri ed auditori sempre più deserti.

Un paese privo di Musica!

Siamo ormai molto vicini a tale desolante realtà.

C'è dunque tantissimo da fare: per prima cosa è indispensabile conferire stabilità e dignità al nostro lavoro ed alla nostra professionalità!

Riteniamo molto urgenti due questioni da risolvere:
una è relativa ai Corsi ad indirizzo musicale nella scuola media; l'altra riguarda i Licei musicali.

In merito ai Corsi ad indirizzo musicale (ancora pochissimi e del tutto facoltativi):
devono invece divenire, in giusta percentuale, obbligatori; perchè in questo paese ci dovrà pure essere qualcuno che conserverà e tramanderà il patrimonio storico ed artistico espresso attraverso la musica; un patrimonio che la nostra Costituzione dispone di tutelare e sviluppare, ma che invece sta sparendo ad una velocità spaventosa; lasciando tutti più poveri.

Basterebbe istituire almeno due corsi obbligatori per distretto scolastico!

Per quanto concerne i Licei musicali, che avrebbero dovuto essere istituti 10 anni fa (quando la L. 508/99 ha trasformato i Conservatori in istituti di livello esclusivamente universitario), questi semplicemente ancora non esistono.

Eppure solo i Licei musicali potranno costituire l'indispensabile anello del percorso di studi musicali che collegherà le scuole medie ad indirizzo musicale con l'eventuale prosecuzione di tali studi nei conservatori ("istituti universitari").

Ma in realtà ancora oggi nessuno capisce cosa i Conservatori siano diventati, avendo in sostanza mantenuto sia il vecchio che il nuovo ordinamento; il caos normativo resta totale: ogni istituto fa quello che vuole (una assurda realtà che sfugge ad ogni logica e che poteva trovarsi solo nell'Italia di oggi).

Cosa però ulteriormente grave è l'idea del ministro Gelmini di voler creare i "Licei musicali e coreutici" quali unici licei in cui si potrà studiare musica (secondo il modello proposto dalla Moratti).

In tale veste il Liceo musicale finirà per sferrare il colpo di grazia agli Studi musicali ed alla cultura del nostro paese; in quanto, all'interno del generale quadro educativo offerto dalla scuola secondaria, si configureranno come istituti "professionali": dei "nuovi vecchi" piccoli conservatori, destinati a chi (a soli 14 anni) avrà deciso di intraprendere da grande la professione del musicista.

È del tutto evidente che in tal modo si tradirà completamente il senso e la ragione profonda della legge 508/99 di riforma dei conservatori; una norma che sembrava cambiare radicalmente il concetto di cultura nel nostro paese (per cui la musica era finalmente riconosciuta come patrimonio di ogni persona e non solo come scienza elitaria o destinata soltanto ai futuri musicisti).

A presto.

Pietro Blumetti. Mario Madonna, Luca Verzulli

Nessun commento: