Salve a tutti,
mi scuso per il ritardo ma, come avevo avuto modo di dire, la settimana
trascorsa è stata fitta di impegni.
Cerco adesso di recuperare, anche se le questioni sono molte e decisamente
complesse.
Per evitare di tediarvi direi che non conviene mettere troppa carne al fuoco
e cercherei di affrontare le questioni singolarmente.
Partirei dall'analizzare l'opportunità o meno di creare un nuovo organismo,
nel caso specifico il CODIM.
Detto che personalmente considero positiva la volontà di impegnarsi, mi
permetto di porre alcune questioni e di fare un appunto iniziale.
L'appunto è che non trovo corretto parlare di un Coordinamento di Ciro
Fiorentino. Il Coordinamento è di oltre 2700 docenti, io sono solo un
referente, e vi garantisco che non si tratta di una forma di falsa modestia.
Il numero di persone che a vari livelli si da da fare ( a cominciari dagli
altri referenti che a livello locale svolgono un ruolo non meno importante e
complesso del mio) è molto maggiore di quello che può apparire. Non tutti
amano le mailing-list e motli preferiscono operare nel loro piccolo, dando
una mano, organizzando iniziative, supportando i colleghi o lavorando in
campo didattico. Stabilire chi lavora di più e chi meno è inutile, ciò che
conta è che l'apporto di molti produce un impegno notevole nel suo
complesso.
A tutti costoro va sempre la mia personale riconoscenza per il lavoro svolto
in questi anni.
Ma veniamo ai dubbi.
E' vero che è un po' contraddittorio affermare che ci si propone come un
supporto del Coordinamento e nello stesso tempo ci si definisce l' "unico
importante organismo rappresentativo di riferimento ...", ma credo che la
frase sia infelice nella formulazione più che nel contenuto.
Ciò che resta ovvio è che se si costituisce un nuovo organismo, le
possibilità sono due:
- si ritiene che ci siano delle esigenze che non trovano una adeguata
rappresentanza (la scelta di caratterizzarsi unicamente per la
rappresentanza dei docenti di strumento, potrebbe essere valida, io ci ho
sempre tenuto a sottolineare che il Coordinamento dell'Orientamento Musicale
pur partendo dal punto di vista delle SMIM intende conciliare le proprie
proposte con l'intero arco delle professinalità musicali)
- se si concorda sulle rivendicazioni, si ritiene non adeguato chi le
rappresenta.
Sia chiaro, non trovo offensiva nessuna delle due possibilità.
Ma è chiaro che è su questo che si deve discutere, scegliendo anche l'ambito
in cui si intende farlo.
Se si è scelto di usare questa mailing-list, di emanare una piattafroma
rivendicativa e di attivare un nuovo organismo è chiaro che si è già
risposto che una delle due deve esserci, altrimenti si sarebbe scelto, come
già avvenuto in passato, di chiedermi non attraverso questa mailing list, ma
tramite i canali del Coordinamento, di elaborare un documento che potesse
essere rappresentativo dell'intero Coordinamento.
Sui temi in questione, tra l'altro, esiste già un documento frutto di mesi
di lavoro che porta la mia firma ma che è stato il prodotto di un intenso
scambio con Pietro.
Ora mi pare di capire, visto che sottolinea di non volere contrastare
l'opera del Coordinamento che ci siano delle valutazioni diverse sui
contenuti.
Forse sarebbe utile ripartire da li, dal documento già elaborato, valutando,
se si ritiene di aver cambiato opinione o che siano intervenuti fatti che ne
richiedono l'aggiornamento, quali modifiche è necessario apportare.
Se invece non si ritiene utile un confronto sui contenuti (per motivi
diversi, ristrettezza di tempi, non voglia di mediare sulle proprie
posizioni, ecc... ) è chiaro che si porta avanti, del tutto legittimamente,
la posizione propria e di quanti ritengono utile appoggiare tale posizione.
Ciò però, inevitabilmente indebolisce le posizioni, in quanto segna una
frattura e quindi ognuno dei due soggetti (Coordinamento e CODIM) finirà per
essere meno rappresentativo per l'entità dell'altro e non viceversa, come si
pensa, che le forze si sommano.
(fine della prima puntata)
A presto,
Ciro.
mercoledì 10 dicembre 2008
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