Caro don Antonio, innanzitutto grazie per la vostra e-mail di cortesia e
permettetemi alcune osservazioni.
Ho bene a mente il servizio mandato in onda sulle reti RAI qualche tempo fa
in merito alle invidiabili orchestre giovanili venezuelane alle quali avete
fatto riferimento; una realtà che avvalora e conforta ancor più le nostre
tesi. In Italia, il corrispettivo è rappresentato dalle Scuole Medie ad
Indirizzo Musicale (SMIM) di cui vi ho accennato nella precedente missiva;
una istituzione pregevole, giunta ad ordinamento dopo anni di
sperimentazione e “guerre” tra poveri, ma ancora viziata dalla scarsa
democraticità, nel senso che poche scuole sono autorizzate ad offrire tale
opportunità ai propri studenti. A titolo semplificativo le racconto una
vicenda vissuta in prima persona: circa un lustro fa alcuni Dirigenti
Scolastici di Torre del Greco (Na), su mio invito e previa informazione alle
famiglie all’atto della preiscrizione scolastica, hanno chiesto l’apertura
dei corsi strumentali. Ebbene, a discapito dell’alto valore di tale Offerta
Formativa, del desiderio dei genitori che avevano accolto con entusiasmo
l’iniziativa, ma soprattutto in barba alla legge che prevede l’apertura di
detti corsi laddove é chiara e conclamata la richiesta da parte delle
famiglie, il caro Provveditore respinse le domande per mancanza di risorse ;
per dirla in musica: la solita solfa!
Oggi si parla tanto di mancanza di valori e, aggiungo, di SANI INTERESSI nei
giovani; quando insegnavo al biennio socio-psico-pedagogico entravo in
classe sorridente, com’é mia abitudine, e mi “confrontavo” con ragazzi di 14
– 15 anni tristi, sfiduciati, e i cui interessi non andavano oltre il
telefonino cellulare, le chat o altre vacuità del genere … nelle migliori
delle ipotesi! Mi sono sempre chiesto in quale misura sono essi stessi causa
del loro malessere, e sono sempre giunto alla conclusione che il marcio è
innanzitutto in noi cosiddetti adulti, nella nostra miopia e nel nostro
malcelato egoismo.
Ben lungi dal voler sembrare retorico, metto qui un punto e, nel salutarla
cordialmente in qualità di genitore e docente, concedetemi di sperare in un
vostro cortese quanto costante ed incisivo appoggio in merito alla
questione. E’ interesse di tutti, è in gioco la formazione dei “nostri
figli”, riguarda il futuro della nostra martoriata società!
Giuseppe Pagano
Da: Segreteria Don Mazzi [mailto:segreteriadonmazzi@exodus.it]
Inviato: venerdì 26 settembre 2008 9.36
A: giuseppe.pagano62@virgilio.it
Oggetto: don antonio mazzi
Gentile Giuseppe, legga un po’ questa notiziola che ho trovato su un
quotidiano…
Ogni anno in Venezuela 270.000 mila allievi frequentano 154 scuole del
sistema nazionale di orchestre giovanili ed infantili.
Sono seguiti da 3.000 insegnanti, spesso ex allievi. Agli organizzatori non
interessa creare fenomeni ed orchestre che possono competere con la Scala di
Milano o con la Filarmonica di New York. “Noi cerchiamo di formare più
bambini possibili e di educare alla bellezza e alla musica i nostri
ragazzi”.
Quasi tutti questi allievi provengono da ambienti poveri dove imperversano
delinquenza, alcolismo e droga. Una mamma di due bambini musicisti afferma:
“Lottano con le note contro una realtà che minaccia di affogarli.
L’orchestra li porta in un mondo magico dove non ci sarà mai violenza”.
Il Venezuela rischia così di vincere con la musica i disagi giovanili che
altre nazioni, come l’Italia, a fatica reprimono perdendo di giorno in
giorno credibilità ed efficacia. Riusciremo noi italiani a fare meno galere
e più orchestre?
E non dimentichiamo, come diceva un santo, che “chi canta prega due volte”!
Un saluto fraterno, don Antonio
sabato 27 settembre 2008
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