Caro Marco,
la chiamata diretta dei presidi, a cui seguira' inevitabilmente (questo
governo, stavolta, ha i numeri per fare davvero cio' che vuole senza
rendere conto a nessuno) l'albo e la chiamata diretta dei docenti (se
non sbaglio in proposito un progetto di legge o D.L. era in discussione
il 3 luglio scorso), riprende semplicemente un vecchio progetto di
legge del (udite, udite!) 1999 presentato da Fini, Napoli e Berlusconi
stesso, se non ricordo male.
All'epoca, prima del voto che porto' Berlusconi al potere per la sua
prima legislatura completa, io ne diedi notizia a molti colleghi e
tempo dopo anche su questa M.L.
Molte delle cose che paventiamo oggi risalgono quindi a vecchi intenti.
All'epoca Berlusconi vinse le elezioni e ''per fortuna'' ci ritrovammo
''solo'' con la controriformaccia della Moratti, che, complice
l'ignoranza di Letizia, di Bertagna e compagni del fatto che soltanto
esistessimo, di fatto ci ha lasciato praticamente indenni.
Oggi Berlusconi e' di nuovo al potere e con un potere enormemente piu'
grande e abbiamo per ministro della P. I. una 'ragazzina' che neanche
si legge le tracce dei compiti di maturita' pubblicate dal suo
ministero, salvo poi pretendere di sanzionare i colpevoli di figuraccia
pluriaggravata.
Mi fa specie pensare che, se la regola statistica dei due polli e'
valida, delle migliaia di addetti che lavorano nella scuola e nei
conservatori ben la meta' lo ha votato. Sbagliare la prima volta si
puo' capire, ma perseverare...
E' pur vero che chi lo ha preceduto non si e' rivelato all'altezza
delle aspettative, ma almeno non ha attuato politiche catastrofiche e
devastanti nel comparto dell'istruzione.
Oggi sara' molto piu' difficile opporre una resistenza: a Berlusconi
(che E' il governo e che come Luigi XIV e' propenso a credere che ''Lo
Stato sono io'') non interessa piu' di tanto risultare impopolare:
probabilmente e' la sua ultima legislatura vista l'eta' ed ha la quasi
certezza di (e i numeri per) diventare il prossimo presidente della
Repubblica. Quindi non dovendo piu' passare al vaglio degli elettori,
non si preoccupera' piu' di tanto di fare scelte pesanti e drastiche.
Insegno nei corsi ad indirizzo musicale dall'89. Sono di ruolo dal 2000.
Nel trapasso di tanti governi, ne ho viste di cotte e di crude, ma mai
ho nutrito una preoccupazione per le sorti della scuola, dello stato
sociale e persino della societa' civile cosi forte come in questo
periodo.
Temo che saremo chiamati a prove molto dure e che il peggio ancora deve
arrivare.
Anche per questo mi ha molto infastidito la gara celodurista a chi
ce'l'ha piu' lunga... (la lista di aderenti!), che ha generato la
querelle che mi ha visto in ballo in questi giorni con il tentativo di
ridicolizzare chi da' troppa importanza al primato 'genitoriale' delle
idee o alla questioni di rappresentativita' che nella sostanza non si
pongono: le libere associazioni svolgono un compito e i sindacati
un'altro, ma le une non escludono gli altri e viceversa.
Siamo tutti su una barca che... barcolla, e rivedere per l'ennesima
volta le stesse polemicucce demenziali innescate da protagonisti nuovi
e vecchi, gia' viste decine di volte in questa M.L. (che seguo ben dal
2000, "ab urbe condita") mi ha fatto cadere le braccia.
Saluti e in bocca al lupo per l'anno di prova.
Daniele Lonero
lunedì 4 agosto 2008
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