lunedì 4 agosto 2008

Ciro Fiorentino: i problemi che ci attendono

Salve a tutti,
sarò molto breve per correttezza ma come sparete di argomenti ce ne sono molti.

Come promesso evito di tornare sulle polemiche ed invito però coloro che se ne sono lamentati a non pensare che queste siano il frutto del calore estivo quanto della reale necessità di distinguere le posizioni (intendendo con questo le proposte pur diverse) dalle polemiche pretestuse che sono il frutto della scelta volontaria di spostare l'attenzione della categoria su temi ininfluenti, facendo quindi un notevole danno (ne abbiamo avuto anche recente esempio appena si è proposto come tema la proposta della Ministra Gelmini)

Tre i punti che mi sembra siano più importanti.

1. La dichiarazione della Ministra di voler chiudere la maggior parte dei Conservatori.
Su questo tema ho già espresso la mia preoccupazione nella mia ultima e-mail. Ci torno solo per segnalare che anche in questo caso la cosa che più mi preoccupa non è la scelta del Ministro, quanto il fatto che sia diventata un'abitudine indicare delle scelte solo per la componente punitiva senza sentire il bisogno di far precedere a ciò la proposta, "la nuova idea di scuola" da cui eventualmente derivare delle scelte.
Io non lo condivido, ma si può dire che bisogna ridurre il personale della scuola. Il punto è che se non si dice prima qual è il nuovo modello di scuola in base al quale poi si registra la possibilità di effettuare tagli si rende impossibile qualunque controllo e di fatto ci si limita a fare risparmi a danno della scuola pubblica. Questo vale sia quando si parla del personale della Scuola sia quando si parla dei Conservatori. Discutere della possibilità di riderne il numero non è un assurdo, anzi. Per esempio direi che se senza sapere nulla mi chiedessero in Italia di quante strutture di Alta Formazione Musicale avremmo bisogno, certo a me non verrebbe in mento un numero nemmeno lontanamente paragonabile all'attuale.
E' chiaro, però, che scollegare questo discorso dal ruolo non di Alta Formazione ma di formazione anche di base che i Conservatori hanno assonto in questi anni è un processo illogico e soprattutto abbinarlo al fatto che se poi la spesa passa dallo Stato alle regioni allora va bene è anche scorretto sul piano formale. No! ci si deve assumere la responsabilità di proporre un nuovo modello degli studi musicali, chiarendo quali e quante strutture si occuperanno della formazione di base e di quella intermedia (Blumetti ricorderà bene che su questo punto è da tempo che ci battiamo non solo come Coordinamento) per poter poi dire quanti Conservatori serviranno e dove collocarli, nonchè come selezionarne il personale.
Ma tutto ciò implica delle scelte ed un progetto che come dicevo mi sembra assente. Il risultato è che dalla stessa maggiornaza politica arrivano sia la proposta di portare tutti i Docenti di Conservatorio al Ruolo Universitario sia quello di chiudere la quasi totalità di Conservatori. Chi ha amicizie tra i Deputati di questa maggioranza faccia il favore di invitarli a cena insieme. Oddio!! una serata con la Gelmini e la Napoli insieme forse è troppo, ma per la causa qualche sacrificio è indispensabile.

2. Inserimento nelle graduatorie ad esaurimento
Mi sembra che il problema stia prendendo una via favorevole a questa ipotesi per coloro che stanno frequentando sia le SSIS sia la prima edizione del Biennio di Didattica, come anche personalemtne mi sono più volte espresso in questa mailing-list (come prevista dal precedente DdL Bersani), non capisco perchè elichem si arrabbia con me su questo punto.

3. Reclutamento del personale
Marco ci invita a non sottovalutare questo punto. Condivido, e penso che alla lunga potrebbe essere uno dei problemi più pesanti per tutto il mondo dell'istruzione. Devo dire che la disattenzione e meno di quella che lui teme. Basta dire che seppure al momento siano state bloccate le SSIS e non i Corsi di Didattica, proprio per chiedere che le scelte su questi temi non siano affidate ad opinioni del momento ma ad un'attenta analisi delle necessità del mondo della scuola e dell'eperienza maturata in questi anni, il primo punto del Documento elaborato a Bologna dal Forum per l'Educazione Musicale si riferisce proprio alle modifiche del sistema di reclutamento.
Ma non voglio sottrarmi dall'esprimere un mio giudizio. Credo si debba avere chiaro che il problema, quello reale, non quello che ogni tanto qualche ministro o qualche politico tira fuori per prendersela con gli statatli fannulloni) nasce da due esigenze contrapposte. Da un lato i diritti dei lavoratori ad essere scelti in base a reali competenze e titoli acquisiti e non da molto probabili influenze clientelari (ci basta vedere cosa è successo in passato, e non solo, nei Conservatori) dall'altro la necessità di fornire ai Dirigenti Scolastici dei mezzi per poter realmente influire sui risultati degli istituti avendo qualche leva nel controllo del personale. Come sempre accade lo spostare queste questioni sul piano ideologico è fuoriviante, molto più utile sarebbe cercare un accettabile punto di equilibrio tra le due esigenze e soprattutto ragionare in termini di contrappesi, in quanto è evidente che se si aumenta il ruolo discrezionale dei D.S. su temi così delicati in assenza di un relativo aumento degli organi di controllo ( e ad oggi dobbiamo registrare putroppo che i CdD e le RSU non risultano adeguati) il peircolo di una deriva clientelare sono veramente troppi.

A presto,
Ciro.

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