mercoledì 9 luglio 2008

GRANDE LONERO!!!!

il giorno 7 lug 2008, alle 22:55, il Dott. Prof. Antonio Calosci.
* Professore ordinario di Violino Conservatorio Pesaro a titolo
personale ha scritto (sia pur inviando il messaggio da: "Licei, Ist.
Arte e Medie Musicali - Unione" is.arte@unams.it):

> Se "molti studenti" non terminano è proprio perché in Conservatorio
> si fa
> una adeguata selezione dimettendo d'ufficio tutti coloro che non
> mostrano
> quelle qualità necessarie per continuare o che vorrebbero solo un
> "ricreativo". La selezione è il segnale chiaro e forte che nei
> Conservatori
> lo "ORIENTAMENTO" non è mai entrato!!!
>
Noi veniamo quasi tutti da Marte, qualcuno dalle lune di Saturno, e non
conosciamo assolutamente la realta' dei conservatori italiani. La
conosce solo il prof dott Calosci (o il suo ectoplasma, visto che ogni
tanto qualche adepto lo evoca e lo riporta fra noi tramite un email
spiritica); mi chiedo: ma noialtri poveracci dove abbiamo vissuto e
studiato?
A Calo', e so' dieci anni che dai sempre le stesse risposte in questa
m-list: ma di quali adeguate selezioni si parla? A furia di
'selezionare' nei conservatori di tutta Italia ci sono cattedre che
hanno 2 o 3 alunni e sono sull'orlo della ''bancarotta''. Ma non a
causa delle selezioni, ma perche' gli alunni non vi si iscrivono!

> Per quanto al cambiar mestiere per mancanza di sbocchi occupazionali
> occorre
> dire che è una triste realtà purtroppo in OGNI settore.

Non mi risulta che idraulici, falegnami, pizzicagnoli, colf, medici e
pompe funebri siano in crisi. Perche' sono mestieri considerati utili.
Nella percezione comune il mestiere del musicista 'colto' (magari
fossero davvero tutti colti!) e' considerato fascinoso ma accessorio.
Una tale situazione va risolta con la ri-educazione della popolazione.

Cosa sui cui, volente o nolente, un'istituzione universitaria moderna
deve interrogarsi e proporre soluzioni. Mi sa che a qualcuno piace una
concezione universitaria elitaria, baronale, ancora arroccata nelle
torri eburnee: insomma, vecchia! Tutto pur di fregiarsi dello stipendio
e del titolo di accademico. Ma la sostanza...

> La problematica va risolta a livello governativo e non spetta alle
> Istituzioni il cui compito è esclusivamente quello di dare agli
> studenti gli
> strumenti per poter affrontare il mondo del lavoro.

Sempre che vi sia un mondo del lavoro... A me sembra che ci sia solo un
universo di disoccupati (ma 'adeguatamente' selezionati...)

> Chissà perché questi discorsi li vedo solo per i Conservatori e
> nessuno fa
> simili accuse contro le università che annualmente sfornano migliaia e
> migliaia di dottori disoccupati o costretti a cambiare lavoro
> soprattutto se
> si parla di dottori in lettere, storia, filosofia, oceanografia,
> biologia,
> farmacia, ecc... (dati ministeriali).

Mi sa che si continua a pensare come i costruttori del Titanic: nulla
puo' affondare questa nave!

Sulla rotta incombe un bell'iceberg: quando tutti quelli che gia'
diplomati si saranno laureati e potranno fregiarsi (soltanto) del
titolo di dottore o di professore ordinario (a parte che a me son
sempre piaciuti di piu' i professori... straordinari), e inizieranno a
scarseggiare;

quando molti giovani diserteranno le iscrizioni (e gia' succede)
perche' a fronte dei costi da sostenere, gli sbocchi occupazionali sono
inesistenti (abbiamo stuoli di quarantenni che ancora fanno la fila per
lavorare e vivere di musica), voglio proprio vedere dove si troverrano
tutti i necessari universitari della musica per riempire i posti
vacanti nei vari corsi e corsetti che si sono inventati per
giustificare la distribuzione di risorse e lo 'scopo di esistere' a
questo e a quel docente.

Non e' uno scenario futuribile: gia' e' in atto una considerevole
flessione generalizzata delle iscrizioni al nuovo ordinamento. Si salva
la baracca solo perche' nei conservatori e' ancora consentito di
prendere bambini e ragazzi in eta' scolare a mezzo del percorso
tradizionale. Siete diventati universitari, ma nella realta' vi siete
ancor piu' 'secondarizzati', per utilizzare una parola che negli anni
passati il Dott. Prof aborriva piu' della scabbia.
Segate pure il ramo su cui siete seduti, se vi piace cosi...

Saluti... storici (per interposta persona suppongo)

Daniele Lonero

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